Nel XXI° secolo é noto come la fisioterapia occupi una posizione di primaria importanza all’interno delle più svariate realtà sportive. Ogni club professionistico ed amatoriale, possiede uno staff medico di riferimento all’interno del quale, insieme ad altre figure sanitarie, un pool di fisioterapisti si occupa della salute degli atleti.

Il fisioterapista grazie ad una laurea abilitante si occupa di prevenzione, cura e riabilitazione della persona.

Queste tre funzioni rappresentano il cuore pulsante della professione.

A seconda della richiesta funzionale la traumaticità del gesto atletico risulta essere strettamente correlata con lo sport praticato: un trauma sportivo nel football americano sarà ben diverso da un trauma nel running. Per questo motivo é possibile differenziare in due macro categorie la tipologia di trauma in cui l’atleta o lo sportivo possono incorrere: traumi diretti e traumi indiretti.

Come é semplice intuire i traumi diretti sono molto frequenti negli sport di contatto (rugby, calcio, pallacanestro ecc), e la loro gravità varia in relazione alla forza esterna che impatta contro un segmento corporeo.

Diversamente i traumi indiretti si verificano quando una forza di bassa intensità colpisce ripetutamente un punto provocando nel tempo un danno più o meno grave.

“Michael riceve la palla dalla prima linea, osserva la situazione, evita un primo contatto con un giocatore avversario, il wide receiver é in posizione ed é pronto a ricevere, Mike sta per lanciare … ma un cinghiale di 150 Kg lo abbatte come se non ci fosse un domani.
Il ginocchio cede, il crociato si rompe e Michael chiude la stagione a qualche yard dalla fine”.

“Dave é un triatleta di 35 anni con due anni di esperienza in questo sport. Decide che il 2016 sarà l’anno giusto per preparare il suo primo IRON MAN perché ormai la testa é pronta. Vuole fare un figurone e decide di pianificare tutto nel dettaglio. Però l’iscrizione all’IRON MAN costa un sacco di soldi e per contenere le spese decide di farsi seguire da un preparatore atletico amico di famiglia e da suo cugino nutrizionista per una serie di consigli alimentari. La dieta prevede l’adesione totale ad un regime dietetico di moda per un totale di 3500 calorie al giorno, per affrontare alla giusta intensità tutti gli allenamenti. Allenamento dopo allenamento Dave migliora ed entra quasi in forma: la dieta non é così male perché la colazione con i bomboloni ed il cappuccio non rappresentano uno strappo così netto alle sue abitudini alimentari. Anche le schede del preparatore atletico copiate dal primo sito internet sembrano fatte apposta per lui. Ad un mese dall’inizio della preparazione durante un allenamento combinato Dave sente un fastidio al quale decide di non prestare particolare attenzione. Spinge come un cavallo fino alla fine desideroso di bruciare anche il sesto bombolone alla crema. La sera stessa la sua stagione ed il suo sogno IRON MAN finiscono. Qualche giorno dopo il dolore lo spingerà ad un accertamento ecografico che evidenzierà una lesione muscolare di 6 cm del bicipite femorale. Va beh sarà per l’anno prossimo, si consola sorseggiando un caffè d’orzo sul divano, pensando a quanti soldi dovrà sborsare per gli accertamenti medici e la riabilitazione. Ah già … ma quell’amico di suo cugino non é mica un pranoterapeuta?”

Due sport diversi, due atleti diversi, due dinamiche diverse: stesso risultato.

Uno era evitabile.

La prevenzione é importante: più importante della cura e della riabilitazione.

Tutti i dettagli sono importanti.

Se non vuoi lasciare nulla al caso, hai bisogno di un pool di specialisti che ti segua durante la tua avventura.

 

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Francesco Mondonico

Dott. Fisioterapia
Dott. Scienze Motorie Sport e Salute